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L’infrastruttura Cloud di Supercalcolo del Centro Nazionale ICSC riunisce, in un unico ecosistema federato, risorse HPC, Cloud, Big Data e sistemi di Quantum Computing distribuiti sul territorio italiano. Questo ambiente integrato è stato progettato per offrire capacità di elaborazione avanzata a comunità scientifiche, imprese e pubbliche amministrazioni, garantendo accesso uniforme e servizi scalabili attraverso interfacce cloud dedicate.
La rete del Centro comprende sistemi di calcolo eterogenei, Data Center tematici e nodi specializzati, connessi tramite la dorsale GARR‑T, capace di raggiungere multipli del terabit al secondo. L’integrazione delle diverse sedi permette di costruire un continuum di risorse in grado di sostenere simulazioni numeriche, analisi dati ad alta intensità e modelli di AI su larga scala.
Tra i centri potenziati figurano Lecce, Napoli, Frascati e Gran Sasso, oltre ai nodi ospitati nei maggiori poli di ricerca nazionali.

L’ecosistema CINECA rappresenta il fulcro del supercalcolo nazionale. Il supercomputer Leonardo, installato al Tecnopolo di Bologna, supera i 250 petaflops ed è fra i primi dieci sistemi al mondo. Il suo upgrade, LISA, introdurrà un’architettura modulare altamente scalabile, capace di gestire workload complessi come modelli di AI e digital twin.
A queste risorse si affiancano LISA AI‑HPC, MARCOPOLO per il calcolo scientifico avanzato, e MEGARIDE, progettato per integrare HPC, AI e cloud con attenzione alla cybersicurezza. È inoltre previsto il futuro supercomputer industrial grade INNOVATE, dedicato a simulazioni su larga scala.
La rete dei data center INFN costituisce un altro elemento centrale dell’infrastruttura. Distribuita su più sedi italiane, supporta attività di High Throughput Computing e gestisce oltre 200 PB di dati. Il trasferimento del Tier‑1 INFN al Tecnopolo di Bologna ha permesso di concentrare risorse HPC e archivi ad alte prestazioni in un’unica sede, migliorando efficienza operativa e connettività. Entro il 2025 capacità di calcolo e storage saranno raddoppiate, con nuovi centri dedicati a discipline come osservazione della Terra, rischi naturali e medicina computazionale.
L’infrastruttura integra anche sistemi per il Quantum Computing, con piattaforme installate al Tecnopolo e in alcune università italiane. Tecnologie differenti – atomi neutri, processori superconduttivi, atomi freddi e ioni intrappolati – permettono di sperimentare modelli di calcolo ibrido HPC‑Quantum, utili per applicazioni scientifiche e industriali.
Tutte le risorse confluiscono nel modello federato del Centro, basato su Data Lake tematici e accesso cloud uniforme, pensato per garantire interoperabilità, sicurezza e continuità dei servizi.
Combinando supercalcolo, cloud distribuito e tecnologie quantistiche, il Centro realizza un ambiente interoperabile che permette di utilizzare risorse di calcolo e dati senza vincoli geografici. Questo continuum integrato sostiene ricerca avanzata, sviluppo industriale e servizi digitali complessi, offrendo una piattaforma affidabile per applicazioni di largo impatto nei settori scientifici e produttivi.